C’era una volta un piccolo ruscello che scorreva felice attraverso una verde e tranquilla valle. Il ruscello era chiaro e limpido, e le sue acque riflettevano il sole come un milione di piccoli diamanti. Gli uccellini cantavano dolcemente e i fiori sbocciavano lungo le sue rive. Il ruscello era amato da tutti gli animali della valle, che venivano a bere le sue fresche acque e a rinfrescarsi nelle giornate calde d’estate. Tuttavia, nonostante fosse così amato, il piccolo ruscello non era felice. Ogni giorno guardava con invidia il grande fiume che scorreva maestoso poco lontano. “Oh, se solo fossi grande e forte come quel fiume!” sospirava. “Tutti mi amerebbero ancora di più e farei cose straordinarie come lui”. Un giorno, mentre il ruscello stava riflettendo sulla sua tristezza, una saggia tartaruga si avvicinò lentamente alla sua riva. “Perché sei così triste, piccolo ruscello?” chiese la tartaruga con un sorriso gentile. “Vorrei essere grande e forte come il fiume”, rispose il ruscello. “Mi sembra di non essere abbastanza”. La tartaruga annuì lentamente e disse: “Capisco, ma hai mai pensato a tutte le cose meravigliose che fai già?”. Il ruscello rimase in silenzio, così la tartaruga continuò: “Le tue acque danno da bere agli animali, irrighi i campi dei contadini e fai sbocciare i fiori. Senza di te, la valle non sarebbe così bella e verde”. Il ruscello ascoltò con attenzione le parole della tartaruga. Non aveva mai pensato a sé stesso in quel modo. La tartaruga continuò: “Il grande fiume ha i suoi compiti, proprio come te. Ognuno di voi è importante e speciale a modo suo”. Da quel giorno, il piccolo ruscello cominciò a vedere sé stesso sotto una nuova luce. Si rese conto di quanto fosse fortunato ad essere amato e apprezzato per ciò che era. Non desiderava più essere come il grande fiume, ma imparò a essere grato per tutto ciò che aveva e per tutto ciò che faceva. Gli animali della valle notarono subito il cambiamento nel ruscello. Sembrava più luminoso e felice, e le sue acque scorrevano con una melodia ancora più dolce. Il ruscello non era più triste e insicuro. Aveva capito l’importanza di essere grato per quello che aveva e di amare sé stesso per ciò che era. E così, la valle continuò a essere un luogo felice e armonioso, grazie al piccolo ruscello che scorreva felice e a tutti gli abitanti che avevano imparato la lezione della gratitudine.

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