In un mondo lontano, nascosto tra le nuvole soffici di zucchero filato, c’era il Regno Arcobaleno. Questo era un posto speciale dove il sole splendeva sempre e l’erba era di un verde brillante. In questo regno, tutti gli abitanti erano molto appassionati di sport. Ma non erano sport normali, erano competizioni magiche!
Ogni anno, il Regno Arcobaleno organizzava i Giochi Magici, un evento molto atteso da tutti gli abitanti. Le creature più incredibili partecipavano: unicorni, draghetti volanti, e perfino alberi parlanti! C’erano tre competizioni principali: il Volteggio delle Stelle, la Corsa delle Nuvole e la Staffetta dell’Arcobaleno.
Nel Volteggio delle Stelle, gli unicorni dovevano saltare in alto verso il cielo e toccare le stelle con il loro corno brillante. Il piccolo unicorno Lillo era il più giovane partecipante. Nonostante fosse timido, Lillo era determinato a far brillare il cielo con il suo salto. Si allenava ogni giorno, saltando sopra le colline dorate fino al calar del sole.
Poi c’era la Corsa delle Nuvole, dove i draghetti volanti usavano le loro ali scintillanti per volare attraverso le nuvole. Il giovane drago Zaffiro era molto veloce, ma a volte si distraeva perché amava giocare con le farfalle tra le nuvole. Tuttavia, voleva dimostrare a tutti che poteva vincere concentrandosi sul volo.
Infine, la Staffetta dell’Arcobaleno era la più colorata di tutte. Gli alberi parlanti passavano un bastone color arcobaleno lungo un percorso che attraversava il bosco incantato. L’albero giovane, Quercino, era un po’ preoccupato perché era la sua prima competizione, ma era deciso a fare del suo meglio, ascoltando il vento tra le foglie.
Il giorno dei Giochi Magici, il cielo era azzurro e limpido. Gli abitanti del regno si riunirono per fare il tifo per i loro preferiti. Lillo, con la sua forza e il suo coraggio, riuscì a toccare le stelle più luminose e a far cadere una pioggia di scintille colorate. Zaffiro, tenendo gli occhi sulle nuvole, volò così veloce che lasciò dietro di sé una scia arcobaleno. Quercino, con pazienza e determinazione, passò il bastone ai suoi compagni, vincendo la staffetta grazie al lavoro di squadra.
Alla fine delle gare, Re Sole, il sovrano del Regno Arcobaleno, premiò tutti i partecipanti con medaglie di luce solare. “Ricordate”, disse il re, “non importa se vincete o perdete, l’importante è divertirsi e fare del proprio meglio”.
E così, il Regno Arcobaleno continuò a brillare, dove amicizia e magia andavano sempre di pari passo, insegnando a tutti che lo spirito sportivo rendeva ogni giorno speciale.

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